L’obiettivo è quello di promuovere comunicazioni “sociali” che mostrino la bellezza di un mondo senza fumo, nella speranza parallela che governi, esperti e comunità scientifica accolgano la sfida e contribuiscano a realizzare un piano normativo sensato. Di sicuro questa sfida è stata raccolta da Ferrari, vogliosa di sensibilizzare le masse a proposito del ruolo che scienza e innovazione possono rivestire nel risolvere i danni causati dal tabagismo.

Basta fumo, basta combustione di tabacco, basta sostanze tossiche. Per riuscire nel “miracolo” PMI ha già investito 4,5 miliardi di dollari per sviluppare e dare un fondamento scientifico a una vasta gamma di prodotti senza fumo e secondo un assunto ben preciso: chi non riesce a smettere deve riuscire a passare dalla forma più pericolosa di consumo di nicotina, la sigaretta, ad alternative senza fumo meno dannose e scientificamente provate. I non-fumatori, invece, devono semplicemente continuare ad essere “non-fumatori”, ovvio.
— Leer en www.esquire.com/it/lifestyle/benessere/a21050166/il-fumo-sparira-entro-il-2030/

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«La experiencia no tiene valor ético alguno, es simplemente el nombre que damos a nuestros errores»

Oscar Wild