Il mondo del marketing è in continua evoluzione, e uno dei fenomeni che più ha rivoluzionato il modo in cui i brand si relazionano con il pubblico è senza dubbio l’influencer marketing. Secondo un recente studio di Gartner, il 60-70% delle aziende utilizza già gli influencer per promuovere i propri prodotti, ma solo il 5% lo fa in modo strategico, integrandoli in un piano di comunicazione più ampio che accompagna il consumatore lungo tutto il purchase journey.
La maggior parte dei brand, infatti, sembra preferire collaborazioni tattiche e di breve termine, puntando a generare engagement immediato piuttosto che costruire relazioni durature. Questo approccio, sebbene possa portare risultati rapidi, rischia di limitare il potenziale degli influencer come veri e propri ambasciatori del brand.
Un esempio virtuoso di come gli influencer possano essere parte di una strategia a lungo termine è quello di Nike. Nel 2003, il brand ha firmato un contratto in esclusiva e senza scadenza con LeBron James, allora un giovane promettente di 18 anni. Nessuno poteva prevedere che sarebbe diventato uno dei più grandi campioni di basket di tutti i tempi, ma quell’investimento si è rivelato un colpo da maestro. Oggi, LeBron non è solo un volto per le campagne pubblicitarie, ma un simbolo del brand stesso, capace di influenzare non solo le vendite, ma anche la percezione del pubblico.
Questo caso ci insegna che gli influencer, se scelti con cura e integrati in una visione strategica, possono diventare molto più di semplici promotori: possono essere alleati di lungo termine, in grado di rafforzare l’identità del brand e creare un legame autentico con il pubblico.
Ma perché, allora, così poche aziende adottano un approccio simile? Probabilmente perché richiede tempo, risorse e una visione chiara degli obiettivi. Collaborazioni tattiche e one-off possono sembrare più semplici e meno rischiose, ma rischiano di non lasciare un impatto duraturo.
Il futuro dell’influencer marketing, quindi, non sta nell’utilizzo sporadico di volti noti per lanciare prodotti, ma nella capacità di costruire relazioni autentiche e durature, in cui gli influencer diventano parte integrante della narrazione del brand.
E tu, cosa ne pensi? Gli influencer sono solo una moda del momento o rappresentano il futuro del marketing? Lasciaci un commento e facci sapere la tua opinione!

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